TEMPORIN (per un quotidiano meno costante) è un monologo teatrale scritto e diretto da Valerio Incerto, il cui unico protagonista è l'attore Pietro Temporin.

 

L'accompagnamento musicale dal vivo contribuisce a creare una densa atmosfera, un'intimità da salotto intellettuale d'altri tempi nella piccola sala della sede di Art on Stage in via Oberdan 11.

 

Come ci si libera dall'abitudine polverosa, dal quotidiano asfissiante, dal giornaliero ingombrante, da tutto l'intra-ordinario di cui parlava George Perec?

Il nostro protagonista lo fa attraverso le fughe creative: la recitazione, le bizzarre meditazioni, i party a base di tonno, le amanti imbarazzanti, e finendo inevitabilmente col preferire la sua singolare occupazione, immergersi dentro un "cestone", luogo che per lui rappresenta un vero e proprio rifugio antiatomico contro l’uggia e la normalità.

Il personaggio, per tutto questo, si inventa una nuova concezione del tempo, il "temporin", un tempo che esclude ogni azione abitudinaria, ben conoscendo il principio secondo cui "più si vive nella ripetizione più si estremizzano le ossessioni".

Temporin è dramma surreale, è teatro dell'assurdo, è teatro in divenire che cambierà nome e monologhi ogni qual volta sarà rappresentato.

Un oboe e un pianoforte faranno da contrasto alla recitazione.

 

con

Pietro Temporin, attore della compagnia teatrale Unitre

oboe

Emanuele Rovetti, oboista della Camerata dei Bardi

piano

Massimiliano Di Landro, pianista e attore

testo musica regia

Valerio Incerto, autore e compositore